Sul mercato ci sono innumerevoli strumenti sia open che closed source, ma quale scegliere?
Cosi' posto il procedimento è sbagliato:
Poi viene la scelta dello strumento, scelta che a mio parere deve ricadere su uno strumento open source per svariati motivi:Ripeto sempre che il miglior approccio è capire prima cosa voglio farci con un sito web e quali sono i contenuti. E soprattutto chi inserirà i contenuti.
- ha una vasta comunità di sviluppatori
- ha un vasto assortimento di templates e di plugin gia' pronti, utilizzabili cosi' come sono oppure come base per ulteriori implementazioni
- funzionalità e struttura gia' predisposta all'integrazione con altre piattaforme, come i social network o i gestori documentali
- frequenti upgrade e correzioni di errori
- portabilità su più sistemi
E si sceglierà ovviamente un professionista a cui affidare l'incarico che conosca molto bene lo strumento scelto.
I cms più utilizzati/utilizzabili in questo ambito sono 5, di cui i primi tre superano di gran lunga gli altri due:
- WordPress
- Joomla
- Drupal
- Plone
- Liferay
Wordpress
WordPress è il più semplice da installare e gestire di tutti e 5.E' un'ottima scelta per siti di dimentsioni contenute, con una organizzazione relativamente semplice.
E' molto semplice da imparare, è facile da mantenere, da aggiornare e configurare praticamente da chiunque abbia un minimo di dimestichezza con la tecnologia.
Ha a disposizione innumerevoli temi grafici e i moduli aggiuntivi sono moltissimi.
E' il preferito, ovviamente per una piattaforma di blog, ma come detto anche per fare dei siti veri e propri.
Non gestisce molto bene i siti complessi e molto spesso si devono cercare o creare degli add-on specifici per il proprio lavoro.
La gestione degli utenti non è proprio la forza di WordPress anche se ci sono moduli che estendono tale funzionalità.
Joomla
Joomla è un ottimo cms, molto utilizzato ed ottimo per una varietà di situazioni ed esigenze diverse.E' relativamente semplice da installare e da configurare (comunque più complesso di WordPress).
Poi occorre un po' di tempo e di esperienza per poter capire come funzionano e interagiscono tra di loro i vari menu, la struttura del sito e dei contenuto. Una volta capito è semplice utilizzarlo per supportare anche siti molto grandi.
Poi ci sono una infinità di temi e di moduli per estenderne le funzionalità, dalla creazione di un sito vetrina, alla creazione di una galleria fotografica, alla creazione di un sito per il commercio elettronico, alla creazione e gestione di una comunità on line.
Non è flessibile come drupal, plone o liferay quando la struttura del sito deve diventare più complessa. Pone dei limiti nella gestione degli utenti, nella gestione di complesse tassonomie, nella creazione di nuovi tipi di contenuto. E' anche vero che pochi siti hanno queste esigenze (anche se in realtà ormai ci stiamo sempre più spostando su questà tipologia di siti).
Drupal
Con Drupal si comincia a parlare di sistemi molto più complessi, che sono si dei CMS ma anche dei sistemi su cui sviluppare, dei framework per siti ed esigenze di qualsiasi tipo.Drupal è molto flessibile e potente ed è un'ottima scelta per i siti più complessi. La sua forma è nelal gestione molto granulare del flusso di lavoro e degli utenti, la possibilità di creare nuovi tipi di contenuto, di supportare un sistema di tassonomie molto completo. I suoi moduli aggiuntivi di permettono di supportare molto bene le funzionalità ticpiche delle community e del Web 2.0. Si puo' integrare con sistemi di gestione documentale molto potenti come Alfresco. Ha una community attivissima.
Per contro è più complesso installarlo e configurarlo. Più difficile sicuramente di WordPress e di Joomla. Le schermate di amministrazione per la configurazione del sito hanno un gran numero di opzioni ed impostazioni, a volte difficili da comprendere. E' anche vero che con la versione 7.x si è cercato di rendere il tutto più semplice (relativamente pero' a chi gia' lo conosceva)
Conviene incaricare un esperto di Drupal piuttosto che far da soli.
I suoi limiti (molto alti in realtà) si fanno vedere quando si ha bisogno di una gestione del workflow robusta e compelssa in cui ci sono molti attori con ruoli e responsabilità molto diverse sui contenuti.
Plone
Plone è un sistema più complesso dei precedenti e viene usato per siti importanti di giornali, aziende e PA. E' molto flessibile, molto controllabile e supporta workflow anche molti complessi, pur avendo strumenti di amministrazione ben strutturati e amichevoli.Le funzionalità sono molte e molto forti. Perde contro Drupal su funzionalità per le community e il web 2.0.
Purtroppo il maggior difetto sta nella complessità maggiore di installazione e configurazione rispetto ai tre concorrenti precedenti in quanto serve qualcosa di diverso del classico ambiente Apache, Mysql e PHP. Plone è scritto in Python, un ottimo linguaggio di programmazione che pero' è meno conosciuto di PHP e quindi anche estenderlo risulta un po' più complesso in quanti gli sviluppatori sono più rari
Plone è un sistema potente e robusto, adatto per aziende con esigenze molto complesse. Il sistema offre un grado enorme di flessibilità e controllo, e supporta flussi di lavoro di estrema complessità. Gli strumenti di amministrazione dei contenuti sono ben strutturati e amichevoli, e quindi è facile anche per gli amministratori “non tecnici” aggiornare i testi principali, le immagini e i contenuti delle sidebar.
Liferay
Arriviamo all'ultimo prodotto in esame, liferay.Dei cinque sicuramente è il più complesso. E' scritto in Java, e necessita di server più complessi da installare e configurare quali Tomcat, Jboss ed altri.
Ha una intensa attività di sviluppo ed è molto ricco di funzionalità con un'ottima architettura software.
Racchiude al suo interno moltissime funzionalità CMS native e ne permette con (relativa) semplicità l'aggiunta e la creazione di nuove.
E' particolarmente adatto per lo sviluppo di realizzazioni web conformi alle caratteristiche di quello che viene ormai comunemente indicato come web 2.0, permettendo un forte livello di interazione e personalizzazione da parte dell'utente e un'elevata possibilità di configurazione dal lato dell'amministrazione, cosa che deriva in gran parte dalla sua estrema modularità.
Grazie alla sua strutturazione a "community", Liferay si rende particolarmente adatto per quelle realtà aziendali che necessitano di aree (pubbliche o private) distinte, per suddividere le informazioni gestite dai diversi reparti interni ( commerciale, amministrativo, tecnico, etc. ) o relative a sedi differenti. Tale separazione dei contenuti consente comunque di mantenere un certo livello di condivisione delle informazioni tra le diverse aree, secondo le politiche e le metodologie lavorative più congeniali all'azienda. Con Liferay quindi è possibile creare siti internet "multi-sito", al cui interno la grafica, l'impostazione delle informazioni e la tipologia dei contenuti possono variare a seconda della sezione in cui ci si addentra. Il tutto comunque gestibile in modo centralizzato dalle figure professionali e dai ruoli a cui l'azienda decide assegnare tali compiti.
Conclusioni
Come si puo' ben vedere l'offerta di soluzioni open source è molto ampia e sicuramente non si ferma qui come prodotti utilizzabili. Questi sono solo i più diffusi.La scelta di quale utilizzare ovviamente dipende da svariati motivi e necessità di ogni singola organizzazione.
Vedremo in articoli successivi come cominciare ad utilizzarli almeno con configurazioni di base.
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