martedì 27 novembre 2012

I robot minacerranno l'umanità?

Leggo un interessante articolo, apparso su wired a firma di Anna Lisa Bonfranceschi che riporto integralmente:

Si chiamerà Centro per lo studio del rischio esistenziale ed è un progetto della University of Cambridge che mette insieme filosofi, scienziati e un programmatore di software per discutere quanto gli sviluppi in materia di tecnologia umana - dalla vita sintetica alle intelligenze artificiali - possano essere pericolosi. Nel significato più profondo del termine, ovvero se queste tecnologie, o gli effetti da esse derivanti, possano mettere a rischio la nostra stessa esistenza.

“Il nostro obiettivo”, scrivono infatti da Cambridge: “è indirizzare una piccola frazione delle grandi risorse intellettuali di Cambridge e della reputazione costruita sul suo passato e sull’attuale preminenza scientifica, nel compito di assicurare che la nostra specie abbia un futuro a lungo termine”. Perché, come spiega Huw Price, filosofo a Cambridge, sull’ Huffington Post,  è probabile che in futuro “non saremo più le cose più intelligenti che ci circondano” e potremmo arrivare a dipendere da “macchine che sebbene non maligne non tengano in conto i nostri interessi”.

Il riferimento in questo caso è soprattutto a un campo in particolare, quello dell’ intelligenza artificiale, a cervelli del genere di Hal, il famoso computer di 2001: Odissea nello Spazio. "Il rischio - continua il filosofo, che insieme all’astrofisico Martin Rees e Jann Tallinn (co-fondatore di Skype) lavora al progetto del centro, che dovrebbe decollare il prossimo anno - potrebbe sembrare quasi elusivo, sfuggente da comprendere e prevedere, ma più reale di quanto si creda".

Quello che le macchine potrebbero fare in futuro non è in fondo molto diverso da quanto ha fatto la specie umana con il resto del regno animale, continua Price. Vale a dire operare senza tenere conto degli effetti che le sue azioni hanno sul resto del sistema. Così come gli uomini hanno messo a rischio la sopravvivenza degli animali sfruttando le risorse da cui questi dipendono, potrebbe accadere lo stesso con i computer e la specie umana.

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